Comunicato Stampa 18.04.2013 - Energia pulita nell’ambito del progetto anti-erosione della fascia litorale salernitana

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Comunicato stampa
Eboli (SA), 18/04/2013

Molto spesso, purtroppo, quando si maltratta un territorio prima o poi quest’ultimo si ribella.

Alla base delle analisi politiche, promotrici del progetto di intervento anti-erosione costiera, quindi, ci si sarebbe dovuti interrogare su quali sono stati i motivi per cui negli ultimi cinquant’anni questo fenomeno erosivo si è accelerato così fortemente. Forse sono stati i tanti interventi di cementificazione e conseguente irrigidimento di parte del litorale, dovuti a scelte non lungimiranti, che purtroppo hanno caratterizzato la classe politica che ha governato negli ultimi 40 anni. Tralasciando gli aspetti critici, e volendo essere propositivi, l’intervento antierosione costiera appena trattato è purtroppo una delle poche strade percorribili, per ridurre il fenomeno dell’erosione del nostro litorale, anche se a nostro avviso, si sarebbe dovuto sviluppare focalizzandosi sugli aspetti peculiari delle diverse zone della fascia litorale, trattando le aree con maggiori criticità, diversamente da quelle a maggiore vocazione turistico-balneare.

Ad ogni modo, oggi abbiamo il dovere di pensare ad ogni tipo di intervento in termini energetici. Ovvero, l’energia che impieghiamo nel realizzare l’opera dovrà essere resa dall’opera stessa, altrimenti procureremo sempre di più un “debito energetico- ambientale” e quindi economico alle prossime generazioni, di cui dovranno farsi carico; così come oggi le nuove generazioni si stanno facendo carico del debito economico prodotto dal passato.

Potremmo pensare che questi aspetti di ecologia sono temi si importanti, ma secondari visto la crisi che stiamo vivendo. In questa fase non possiamo più pensare di ragionare in termini di contingenza o di necessità, ma dobbiamo pensare in termini generazionali, quindi tener conto non solo della prossima generazione, ma delle prossime 10 generazioni. La politica oggi è stata inefficace proprio per aver “lavorato” in termini di mandato, e quindi su obiettivi che non andavano oltre i 5 o 10 anni, rimandando ai posteri i problemi irrisolti o non affrontati.

Tornando al Progetto del litorale, nasce spontaneo domandarsi come possiamo pensare di recuperare l’energia spesa per l’opera con bilancio energetico positivo?
La risposta è semplice e consiste nell’impiego delle barriere frangiflutti a recupero energetico, con l’ausilio di tecnologie oggi non più sperimentali, quali quelle di conversione dell’energia marina. In linea di principio è possibile convertire almeno cinque tipi di energia presenti nel mare: quella delle correnti, delle onde, delle maree, delle correnti di marea e del gradiente termico tra superficie e fondali.
Nel nostro caso l’energia da recuperare è quella delle onde che hanno eroso le nostre coste, attraverso l’ausilio di diversi dispositivi adottati a seconda della conformazione della costa, uno tra essi consiste nell’applicazione di turbine sommerse ad asse verticale, intergrate nelle barriere frangiflutti, che andrebbero a convertire la forza delle mareggiate e delle correnti in energia pulita, ammortizzando nel contempo la forza d’urto delle mareggiate. Questo tipo di intervento andrebbe finalizzato per riqualificare il nostro litorale che oggi versa in condizioni di forte degrado. Un progetto del genere potrebbe essere abbracciato da decine di imprese operanti nel settore delle rinnovabili, le quali dovrebbero farsi carico, per tale concessione, del risanamento della nostra costa, in termini di illuminazione, di riqualificazione e anche di energia.
Solo così possiamo pensare ad un risanamento graduale ed efficace volto sì a risolvere il problema nella sua specificità, ma affrontato nell’ambito di un sistema più complesso di cui oggi dobbiamo farci carico.

Arch. Marco Glielmi
Movimento cinque stelle Eboli

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