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ARGOMENTO: Marra agli avvocati contro il blocco dei crediti

Marra agli avvocati contro il blocco dei crediti 7 Anni 2 Mesi fa #26

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Marra agli avvocati: insorgiamo contro il blocco dei crediti ex L.
Pinto previsto dal DL 35/8.4.13 o completeranno la distruzione della
giustizia!

Se il governo bilderberghino Napolitano & Monti dice
«sblocco», devi ovviamente leggere «blocco»..

I due compari e i
loro ministrelli, infatti, utilizzando il DL 35/8.4.2013 (il presunto
sblocca-debiti della PA) vogliono invece illecitamente rendere
definitivamente irrecuperabili le somme liquidate dai giudici ai
cittadini con le sentenze (formalmente decreti) ex lege Pinto per il
risarcimento delle eccessive lungaggini processuali. Somme che lo Stato
non ha mai pagato spontaneamente.

Blocco altamente illecito
realizzato aggiungendo all’art. 5 della legge Pinto il comma 5, che
prevede l’incredibile divieto dei pignoramenti presso terzi, lasciando
la sola ‘possibilità’ dell’espropriazione di però inesistenti fondi
presso i distretti dei Ministeri Giustizia, Economia e Finanze, e
Difesa, in cui è stato emessa la sentenza.
Ma perché – viene da
chiedersi – tanto accanimento contro la legge Pinto, e perché noi
avvocati dobbiamo insorgere per difenderla?

Semplice: perché si era
diffusa la tendenza a ricorrere ex lege Pinto per il risarcimento delle
lungaggini nelle cause, e questo stava costringendo sempre più l’
apparato a contenere le cause nei tempi indicati dai giudici europei e
nazionali.
Una sia pur relativa velocizzazione però inaccettabile
per il sistema bancario e per tutto quanto da esso deriva, cioè per l’
attuale tipo di PA, assicurazioni, Istituzioni eccetera: un sistema
ormai così illecito da poter reggere solo se la giustizia è in coma.

Per intenderci, come ho già scritto in passato, prima della legge
Pinto, la Sezione Lavoro e Previdenza della Corte d’Appello di Napoli
fissava le prime udienze degli appelli per le pensioni di invalidità a
sette anni. Dopo la legge Pinto i sette anni si sono ridotti ad un anno
e mezzo circa: durate entrambe eccessive, ma solo la maggiore delle
quali era tale da garantire ogni impunità alle cosche che ci dominano.

Velocizzazione delle cause che noi avvocati, in attesa di riforme
che non faranno certo questi miserabili oggi al governo, possiamo
ottenere solo ripristinando la legge Pinto.

Legge che per la verità
era stata già annientata dalla precedente ‘riforma’, ma che ancora dava
fastidio, perché c’erano pur sempre da pagare le vecchie sentenze: che
ora vogliono bloccare per sempre.

'Riforme' in realtà
delinquenziali contro le quali, cari colleghi, possiamo intervenire
solo noi, perché alla gente sfuggono.
Che fare? Ebbene, intanto
credo che dobbiamo insorgere tutti in rete contro questa gentaglia, a
partire da Monti e Napolitano.

Dopo di che, bisogna che l’OUA e gli
Ordini organizzino la protesta, ma una protesta che, per poter essere
scientifica, mirata, non deve essere organizzata da quelli che lo hanno
fatto finora, altrimenti è inutile.

Io consiglierei di manifestare
davanti le sedi RAI per costringere la RAI a dare spazio alla richiesta
che la magistratura processi Monti, Napolitano e gli altri per la loro
appartenenza formale o di fatto al Bilderberg.

Se lo otterremo,
avremo risolto tutto nel più facile dei modi: spezzando il legame tra i
criminali del Bilderber che decidono le sorti del mondo, e i sicari che
quelle decisioni le eseguono.

12.4.2013 Alfonso Luigi Marra
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Marra agli avvocati contro il blocco dei crediti 7 Anni 2 Mesi fa #27

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Lo Stato Italiano sta scardinando un pilastro della Giustizia, un principio di civiltà giuridica recepito solo a seguito di numerose condanne della Corte di Giustizia Europea.
Dopo l'emanazione della L. Pinto lo Stato Italiano, da subito, si è preoccupato di limitarne l'efficacia con una palese tendenza a danneggiare i cittadini aventi diritto scoraggiandoli nell'esercizio dell'azione.
Negli ultimi tempi, lo Stato Italiano pone in essere veri e propri " escamotage" per ostacolare il soddisfacimento dei diritti dei cittadini.
Da debitore usa la prepotenza per sottrarsi ai suoi obblighi adottando mille sotterfugi.
Anche con il D.L. n° 35/13 viene aggiunto l'art. 5 quinquies alla L. Pinto con cui si dichiarano inammissibili i pignoramenti sulla Tesoreria Centrale e su quelle Provinciali dello Stato, imponendo che le esecuzioni possono essere effettuate solo sui fondi dei Ministeri competenti.
Poichè questi ultimi sono privi di stanziamenti adeguati e specifici, il creditore rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano.
Come comportarci?
Concordo sulla necessità di dare grande risalto a questa ulteriore sconcezza dello Stato Italiano e a protestare con vigore in ogni sede istituzionale e pubblica.
Va infine precisato che tutte le normative introdotte dal Governo in ogni caso devono essere disattese dai giudici nazionali in quanto affette da palese incostituzionalità ed in aperta violazione dei principi costituzionali e della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Federica
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